Il Senegal è diventato terra di cementifici e le periferie urbane sono una desolante sequenza di abitazioni squallide nell’estetica e poco salubri per gli inquilini: non vengono intonacate e formano un grande e opprimente “mare grigio” di cemento. Ma c’è un’alternativa per questi paesi che viene da lontano e affonda le radici nel sapere costruttivo locale, quella dei blocchi di terra cruda, che permettono oltre ad un risparmio sulla materia prima, la possibilità dell’autocostruzione grazie alla facilità della lavorazione.

Ci credeva moltissimo Roberto Mattone – docente di Tecnologia dell’Architettura, Produzione Edilizia e Tecnologie per i Paesi in Via di Sviluppo presso Leggi su Greenews.info…